17 gennaio – La “mefa”, cibo vecchio di 2300 anni

La “mefa”, cibo vecchio di 2300 anni

Scriveva Fernand Braudel in “Civiltà materiale, economia e capitalismo. Le strutture del quotidiano” (Einaudi): “un odore di cucina può evocare un’intera civiltà”.

L’odore della torta al testo, antichissimo cibo fatto di farina, acqua, sale e bicarbonato, evoca la storia dell’Umbria e dell’Italia Centrale. Nelle “Tavole di
Gubbio”, incise tra il III ed il II secolo a.C. si fa già riferimento tra i piatti fondamentali del popolo alla “mefa”: “farina, acqua e sale cotta sul panaro”, l’aantenata a tutti gli effetti della torta al testo.

La torta al testo, nelle sua varie versioni, ha attraversato la storia umbra e si è associata a luoghi e persone.

Così oggi non è strano assistere a una sorta di pellegrinaggio laico che i cultori della torta al testo compiono in località Montebuono di Magione sul Lago Trasimeno da Maria. Qui la torta al testo è un culto perché Maria e la nonna Pompilia la impastavano a mano davanti a un focolare sempre acceso per renderla morbida dentro e croccante fuori.

Oggi la torta al testo sulla base spartana presenta varianti più contemporanee: farcita con salsiccia alla brace ed erba cotta, prosciutto e pecorino, è la torta al testo “de la Maria”.

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