20 gennaio – Il regalo di Natale e la più grande acetaia del mondo

Il regalo di Natale e la più grande acetaia del mondo

Quelle botticelle regalate alle figlie a Natale sono diventate l’acetaia più grande del mondo.

Questa è una storia di amore, passione e fede in se stessi, nella propria famiglia e nella propria terra, con “la voglia matta di fare quello che gli altri non fanno”, come diceva sempre Lino Midolini, mettendo insieme “l’arte del passato e la lungimiranza del futuro”, come dice oggi la figlia Gloria.
Lino e Gloria sono i protagonisti della nostra storia, una storia che ha tempi lenti e lunghi, come quelli che servono alla famiglia Midolini per far “maturare” la loro salsa balsamica, un mosto di uve Friulano e Refosco dal peduncolo rosso, che deve cuocere per due giorni, alla temperature costante di 80 gradi, prima di essere messa nelle botticelle a riposare e maturare, per anni e anni, fin oltre 40 primavere, nell’antica casa di campagna a Fornaci di Manzano, nel cuore dei Colli Orientali del Friuli. Le botticelle (almeno le prime!) sono quelle che Lino regalava, ogni Natale, alle figlie, Gloria e Raffaella, con quale gioia delle due bambine è facile immaginare.
Ma quelle botticelle erano il segno di due grandi passioni di Lino: quella per la salsa balsamica e quella per la sua terra, il Friuli. Li coltivava entrambe con il mosto di Friulano e Refosco in quelle piccole botticelle di legno donate alle figlie, guardando al futuro e non solo al presente caotico e sfuggente, come invece, purtroppo, in troppi fanno oggi.
Dalle botticelle di pregiati legni di gelso, frassino, robinia, ciliegio, rovere, castagno e ginepro è nato l’Asperum, un nettare agrodolce, denso e bruno, dai colori brillanti e dai profumi intensi e affascinanti che evoca le suggestioni delle antiche cucine romane della grande Aquileia. E “Balsamo di Aquileia” era il nome che Lino voleva dare alla sua creatura: la città friulana glielo ha impedito (perché le viti non sono coltivate in quel territorio) ma il nome è rimasto impresso a fuoco su molte delle botticelle dell’acetaia.
Ce ne sono più di 2.300 (da 75 a dieci litri) nell’acetaia creata nell’antica casa di campagna, dalla stalla al granaio trasformati in luoghi di suggestione e profumi intensi, eleganti e ricchi di storia e arte. Dal 1998 è l’acetaia più grande del mondo ma Gloria continua a viverla con i tempi, lenti e lunghi, scanditi dal padre. Pensa alle innovazioni, da introdurre con sapienza (l’ultima è quella delle marmellate all’Asperum), ma soprattutto a quelle “gocce magiche” da portare in cucina e aggiungere ai piatti di ogni giorno. Ha scritto un libro per raccontare come poche, sapienti gocce del suo balsamico possono cambiare il sapore di un piatto, il gusto di un pasto e il senso di stare a tavola. Che può diventare una parentesi per donarsi un attimo di gioia, di soddisfazione e pienezza per guardare, in maniera pò diversa, al mondo frenetico e veloce che ci corre intorno. In fondo, vissuto così, l’Asperum è proprio meglio del Prozac!

One comment to “20 gennaio – Il regalo di Natale e la più grande acetaia del mondo”
  1. Non conoscevo questa realtà pur apprezzando in cucina il beneficio dell’ aceto balsamico. Sarebbe interessante sapere se anche al sud ci siano buoni esempi di queste pratiche

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