27 febbraio – La guerra dei “camalli”, il monopolio che veniva dal Medioevo

Storia lunga, orgogliosa e contrastata. I “camalli” di Genova resistono al tempo, allo scenario che cambia, alle leggi. Il porto, accesso a quello che una volta era chiamato il “triangolo industriale”, resta riservato dominio della Culmv (Compagnia Unica fra i lavoratori delle Merci Varie) e della sorella minore “Pietro Costa”.

Storia di un monopolio in declino.

La compagnia nasce nel Medioevo l’11 Giugno 1340. Era la Compagnia dei Caravana, alla quale era riservato il facchinaggio delle merci soggette a dogana. Da allora è stato sempre un continuo tira e molla con gli armatori acuito nell’ ‘800 e poi nel ‘900. Fino all’intero anno di sciopero, il 1989, dopo che i cosiddetti decreti Prandini avevano “aperto” il porto provando a togliere il monopolio alle compagnie. Fu una lotta dura e alla fine i “camalli” la spuntarono.

Ma è un monopolio sempre in bilico. Anzitutto con i conti, poi con il contesto e anche con gli altri operatori portuali, i terminalisti in particolare, che se dal 1995 hanno già ottenuto moli in concessione, oggi vorrebbero più flessibilità e spendere meno.

Sfide su sfide. Come l’assorbimento prossimo ventura di una trentina di lavoratori dell’altra compagnia “Pietro Chiesa” quella dei “carbuné” che corre verso il fallimento perché di carbone in movimento ce n’è sempre meno. E una nuova data importante il 30 aprile: quando la Culmv dovrà presentare al Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale il nuovo Piano di sviluppo ed efficientamento che dovrà tenere conto ancora una volta del mutato quadro normativo del lavoro portuale e appunto della situazione della Pietro Chiesa.

Soldi, lavoro e storia: come il contributo alla lotta antifascista e lo sminamento del porto, l’opposizione al congresso del Msi nel 1960, le lotte con gli operai degli altri settori per i contratti e il lavoro.

Ma anche un mondo il cui costo è spesso stato scaricato sulle spalle di tutti contribuenti: è l’accusa manco tanto velata di molta parte della comunità portuale genovese.

 

Nella foto: 

Camalli caricano sacchi di farina sul vagone di un treno merci.
Fedetico Patellani, Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo

 

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